Ricevo e pubblico senza alcun commento lo sfogo del portavoce regionale calabrese dei giovani comunisti
SONO INCAZZATO!
Sono incazzato.
Sono incazzato con tutti.
Sono incazzato con
Provo disprezzo per quello che dichiara il Papa (“Gioia per il clima politico”). Ma
Sono incazzato col Pd.
Perché continuare a rincorrere le destre? La società italiana si sta imbarbarendo, non lo vedete? Vi decidete a fare un minimo di opposizione?
Sono incazzato soprattutto col mio partito.
Rifondazione Comunista è alle prese con un congresso estremamente difficile, probabilmente il più difficile della sua storia. Il risultato delle ultime elezioni politiche non solo ha rivelato un consenso mai stato così basso, non solo ci ha cancellato dal Parlamento, ma ha prodotto lacerazioni profonde nella nostra comunità politica. La reazione naturale doveva essere quella di cercare le cause, comprenderle e individuare delle prospettive. Invece è partita la resa dei conti, fino a questo clima precongressuale scandaloso, una guerra senza limiti per impossessarsi del partito, una guerra fratricida che rischia di fare implodere Rifondazione.
No, grazie. A questa guerra non partecipo. Voterò al congresso, come fa anche il portavoce nazionale delle/i Giovani Comuniste/i Federico Tommasello, secondo coscienza, ma non sosterrò attivamente nessuna mozione. Non sto e non starò né con Vendola né con Ferrero. Sto e starò con Rifondazione Comunista per fare sopravvivere e crescere la sinistra italiana.
Il clima politico di caccia al diverso, sia esso di sinistra, migrante o omosessuale, ci chiede di reagire per difendere un minimo di civiltà e invece ci avvitiamo in discussioni che ci alienano dalla realtà. Non sono interessato, non contribuirò ad alimentare nessuno scontro interno.
Sono incazzato con
Perché ho imparato ad amare questa terra nonostante i suoi problemi e le sue asprezze.
Eppure dovrò lasciarla per emigrare. Da figlio di una terra in cui ‘ndrangheta e politica corrotta lasciano intorno a loro il deserto, anche a me tocca emigrare al nord in cerca di lavoro, sperando che l’ondata razzista e xenofoba contro rom e immigrati non si rivolga anche contro i terroni. Sono incazzato perché, come tanti altri, non posso restare qui. Sono incazzato perché non c’è opportunità lavorativa possibile senza chiedere aiuto ai boss e ai politici, che spesso vanno a braccetto, gli uni portano i voti, gli altri ricambiano con favori. E noi emigriamo.
Sono incazzato col mio partito in Calabria.
Dopo avere preso una decisione chiara e dovuta, quella di uscire dalla Giunta regionale e poi dalla maggioranza, si decide ora di votare il bilancio. La nostra opposizione in consiglio regionale assomiglia a quella del Pd in Parlamento, cioè non esiste. Avrei voluto avere la possibilità di esprimere la mia opinione nel Comitato Politico Regionale, di cui faccio parte di diritto in qualità di Portavoce Regionale delle/i Giovani Comuniste/i ma regolarmente non vengo convocato. Mi sembra una retromarcia, quella del PRC calabrese, senza giustificazioni.
Sono incazzato con me.
Perché le/i Giovani Comuniste/i calabresi in questo periodo non hanno svolto il ruolo che avrebbero dovuto.
Sono incazzato e non voglio che passi l’incazzatura, perché in certi momenti è la sola cosa che ti spinge ancora a lottare.
Il Portavoce delle/i Giovani Comuniste/i calabresi
Giovanni Maiolo
